LE TENDENZE MODA PRIMAVERA ESTATE 2026 DALLE PASSERELLE
-ITA-
La moda, come ben sappiamo, è in continuo mutamento.
E
«impegnativo» è stato il termine più usato dai dirigenti per descrivere il
settore della moda nel 2025, con le aziende alle prese con numerose sfide:
dall’aumento dei dazi doganali all’intelligenza artificiale, passando per
l’inflazione.
Il rallentamento del settore causato dalla pandemia sembra ormai
un lontano ricordo.
Durante la stagione primavera/estate 2026, abbiamo assistito a non meno di 15 debutti sulla scena internazionale della moda, in un continuo gioco della “sedia” tra i direttori creativi.
Rachel Scott, ad es. , originaria della Giamaica, ha
ridefinito l’archetipo della “dama in ozio” attraverso la sua prima collezione
per Proenza Schouler, caratterizzata da morbidi drappeggi, completi semplici e
una sofisticata palette di colori che spazia dal crema al verde mare e
all’arancione bruciato.
Scott ha messo i materiali in primo piano, combinando
le silhouette aderenti del marchio con la bohémien moderna che è alla base
dell’estetica del suo marchio, Diotima.
Quest’anno in generale ci sono molte
più texture di quante se ne vedano normalmente.
Le reinvenzioni non sono state però appannaggio esclusivo
delle singole case di moda, poiché la primavera/estate 2026 ha visto la tendenza
“dark academia”, ispirata a Tumblr, ricevere una nuova vita – o dovremmo dire
luce – attraverso l'atmosfera letteraria che ha pervaso le collezioni di
Chanel, Celine, Prada e Tory Burch.
La collezione Chanel di Blazy ha già conquistato il
pubblico della moda, solitamente esigente, grazie al suo approccio fresco ai
codici stilistici storici della maison: basti pensare ai completi in tweed dal
taglio corto, twin-set intrecciati e tessuti che trasmettono una sensazione di
benessere, meno da «studente malinconico» e più da «elegante bibliotecaria».
Nel frattempo, Michael Rider ha dato un tocco equestre all’abbigliamento intellettuale
da Celine, attraverso le sue sciarpe di seta stampate, le giacche strette in
vita e i pantaloni ispirati ai jodhpur.
-ENG-
Fashion, as
we well know, is in a state of flux.
And “challenging” was the word executives
used most frequently to describe the fashion industry in 2025, with businesses
facing several challenges: from tariff hikes and artificial intelligence to
inflation. The pandemic-induced slow down of the industry seems like a distant
memory.
Across the spring/summer 2026 season, we saw no fewer than 15 debuts take to the international fashion stage in an ongoing game of creative director musical chairs.
Jamaican-born
Rachel Scott, for ex., redefined the “lady of leisure” archetype through her
first collection for Proenza Schouler via soft draping, uncomplicated separates
and a sophisticated colour palette of cream, sea glass-green and burnt orange.
Scott put materials front and centre, combining the brand’s body-skimming
silhouettes with the modern bohemia that underpinned the aesthetic of her own
brand, Diotima.
There are a lot more textures than you would normally see.
Reinventions
weren’t just the reserve of individual design houses, however, as spring/summer
2026 saw the Tumblr-coded “dark academia” trend given a new lease of life – or
should we say light –
through the
literary mood that ran through the collections of Chanel, Celine, Prada and
Tory Burch. Blazy’s Chanel has already won over the hard-to-please fashion
crowd with its palette-cleansing approach to the house’s historic design codes:
think cropped tweed tailoring, woven twinsets and endorphin-fuelled fabrics
that were less “brooding student”, more “elegant librarian”.
Meanwhile, Michael
Rider put an equestrian spin on intellectual dressing at Celine, via his
printed silk scarves, nipped-in jackets and jodhpur-inspired trousers.




























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